
“Tra il rumore sonoro delle paleeoliche, tra l’estrazione petrolifere, le polveri sottili, le nuvole grigie, dense ma non di acqua.
Vedo gli umani ridursi e le macchine moltiplicarsi, i panini imbottiti e i libri strappati…vedo, vedo la terra franata, arsa, zolle isolate…
Non c’è posto per me…le rondini migrano… un naturale migrare, il loro…
Segui le rondini,
segui gli umani,
seguili… non chiedetemi perché vado via…
So che non è naturale il mio migrar…”

L’idea dietro a questo spettacolo teatrale è nata a novembre 2024, periodo in cui il nostro comune (assieme ad altri 28) si trovava in piena crisi idrica, con l’acqua razionata. Tra rabbia, incredulità e mancanza di parole, pensare al teatro, alla satira, come mezzo di denuncia, ma soprattutto di espressione ci ha dato molta forza. E così hanno iniziato a prendere forma alcune delle prime scene di L’acqua la insegna la sete, il primo spettacolo scritto da noi, che abbiamo poi intervallato con degli adattamenti di estratti da Aspettando Godot.
Tra l’assurdo che diventava realtà quotidiana, scaricabarile olimpionici e non soluzioni promesse con grande sicumera, in effetti, non è stato difficile trovare idee da mettere in scena.
E come sempre, essere in piazza, dar vita e allo stesso tempo vivere l’intensitá di un momento collettivo così forte è bellissimo ed emozionante.
Viva il teatro dal basso che irrompe nelle piazze




