
A Settembre abbiamo ospitato una residenza incentrata sul tema dell’acqua che ci ha permesso, con sedute laboratoriali aperte, di esplorare pratiche del teatro fisico e del teatro dell’oppresso, e che ha portato a una restituzione itinerante tra i vicoli del rione Rione Casale.

Una bellissima esperienza di apprendimento, scambio e risate con tante belle persone che hanno percorso tanti chilometri, grazie!
Un grazie speciale a Camilla Parodi per le foto!
Qui in basso la chiamata con la quale abbiamo annunciato Piena.

Residenza Teatrale Piena – 8-14 Settembre!
Siccità, allagamenti, condizioni metereologiche estreme: confrontarsi con le conseguenze del collasso eco-climatico sarà, negli anni a venire, sempre più parte della nostra quotidianità.
Lo é stato in Basilicata, una tra le regioni del sud Italia più ricche d’acqua, dove peró, da Ottobre 2024 a Gennaio 2025, 140 mila abitanti di comuni lucani hanno dovuto confrontarsi con una crisi idrica che, a causa del prosciugamento della diga della Camastra, ha portato a razionamenti giornalieri, dove per più di dodici ore al giorno dai rubinetti non usciva acqua. Come soluzione emergenziale l’acqua (sempre razionata) è stata prelevata dal Basento, fiume dalla dubbia salubrità, visto che raccoglie l’acqua di varie zone industriali e degli scarichi della città di Potenza. Nei mesi di crisi, le svariate proteste dei cittadini sono state ignorate e la fornitura di acqua per scopi industriali (come l’estrazione petrolifera) non è stata mai bloccata né messa in discussione.

In questo mix di cambiamenti climatici, malagestione, spopolamento ed estrattivismo ci chiediamo, come possono le comunitá ritrovare agentivitá nel rapporto con le risorse del territorio in modo che la gestione di queste smetta di essere strumento di oppressione? Cosa possiamo fare per essere solidali con i territori marginali e supportare i territori rurali nella loro resistenza?
Per noi una risposta immediata è stata il teatro.
Il teatro è, fin dall’inizio dell’umanità, il mezzo per eccellenza per consapevolizzarci e rappresentare il mondo che abitiamo.
“È l’unica arte in cui l’umanità si confronta con sé stessa”, ed è per questo che crediamo sia uno strumento ideale per ritrovarci, raccontare e provare a trovare soluzioni.
Pensando il teatro come uno spazio politico di trasformazione collettiva, orizzontale che permetta di ripensare l’organizzazione del mondo per costruire un nuovo linguaggio nel quale ci si senta più rappresentati e autodeterminati, nel quale è possibile, seppur attraverso una finzione, risignificare la realtà e portarvi nuove letture che partono dal basso.
Siamo un gruppo di amiche che, di fronte al caos e alle sfide del mondo di oggi, ha deciso di rispondere con ciò che conosce meglio: l’arte. Crediamo che creare sia una forma di resistenza, di cura e di comunità.
Così è nata PIENA, una residenza artistica dedicata a chi sente il bisogno di esprimersi e connettersi attraverso l’arte – che sia teatro, circo, musica, pittura, danza o qualsiasi altra fo
